I MECCANISMI DI ACCOUNTABILITY UTILI A VALORIZZARE GLI ENTI DEL TERZO SETTORE

Dott.ssa Elda Gagliano – Partner Link Audit 

Le modifiche apportate dal legislatore per mezzo della riforma del terzo settore sono state realizzate con il fine di dotare di maggiore trasparenza gli enti facenti parte del terzo settore, sia per renderli maggiormente autosufficienti, sia per valorizzare l’importanza sociale, sempre più rilevante, che tali enti hanno nei meccanismi sociali e assistenziali.

Questa maggiore trasparenza avrà come conseguenza il diretto e netto miglioramento della reputazione degli ETS agli occhi dei finanziatori, potendone incentivare le donazioni.

Tali cambiamenti comporteranno, inevitabilmente, una certa confusione all’interno delle società, essendo le modifiche adottate molto numerose ed anche radicali. L’intenzione del legislatore di rendere complessivamente più organica la disciplina permetterà in prospettiva una più efficiente gestione delle attività da parte del ministero del lavoro e delle politiche sociali, avendo quindi come effetto quello di rendere più semplice per gli ETS comprendere come agire in termini di rispetto degli obblighi e come acquisire ed usufruire dei vantaggi spettanti.

I vantaggi non toccano però solo gli ETS ma avranno un effetto profuso anche verso i loro benefattori, in quanto sarà per loro più semplice comparare e comprendere i benefici derivanti dalle donazioni, e comparare le conseguenze delle azioni messe in pratica dagli enti; comportando quindi una maggiore responsabilità in seguito alle azioni da loro compiute, e una maggiore spinta verso risultati maggiormente positivi rispetto a quelli di organizzazioni simili, al fine di riuscire ad attrarre più risorse, sia economiche che anche sotto forma di personale volontario.

Le modifiche fatte in ambito amministrativo, opereranno poi di pari passo con quelle nell’ambito dei finanziamenti agli enti, dove la maggior parte degli sforzi sono stati orientati nell’ottica di spingere gli ETS al reperimento autonomo dei finanziamenti, semplificando quindi la comprensione per i benefattori dei vantaggi e di conseguenza il dialogo tra enti e privati…….….


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I MECCANISMI DI ACCOUNTABILITY UTILI A VALORIZZARE GLI ENTI DEL TERZO SETTORE

SANITA’ E INNOVAZIONE: I VANTAGGI DI ESSERE UN’AZIENDA SANITARIA CERTIFICATA


Dott.ssa Francesca Di Serio – Associate Link Audit

Innovazione nei sistemi di controllo interno di aziende del servizio sanitario è sinonimo di personalizzazione intelligente di sistemi informatici ed informativi, con uno scrupoloso lavoro sinergico di esperti in auditing e information and communications technology.

Prova ne è che mettendo a fattor comune auditing e software integrati a supporto delle attività proprie dalla funzione internal audit prevista in Azienda, è stato possibile giungere con maggiore semplicità al traguardo tanto sperato dalla normativa PAC ovvero la certificazione del bilancio d’esercizio dell’azienda pilota del servizio sanitario regionale.

Il PAC System Control è un modello sperimentale di piattaforma software web cloud intelligente che ha saputo brillantemente sopperire alle tipiche inefficienze dei sistemi di controllo interno oggi ancora troppo spesso presenti in sanità e si è posta come input per intraprendere quel percorso di organizational learning, ritenuto indispensabile ad una piena valorizzazione del fattore umano.

L’obiettivo ampiamente raggiunto grazie al progetto pilota “Pac System Control” di Link Audit è un nuovo modo di concepire i controlli interni in accordo con gli obbiettivi prefissati dalla normativa nazionale in materia di certificabilità: un sistema flessibile ed efficiente ma al tempo stesso rispettoso delle regole e percorribile e documentabile in ogni sua fase, in cui ogni dirigente coinvolto ha avuto la possibilità di mostrare le azioni di controlli condotte con riguardo alle rispettive competenze di natura amministrativo-contabile e gestionale…

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Sanità e innovazione_I vantaggi di essere un’azienda sanitaria certificata

I caratteri fondanti di una organizzazione aziendale che ogni imprenditore dovrebbe seguire

Dott. Domenico Merlino – Senior Partner Link Audit

L’emancipazione economica di una nazione si raggiunge attraverso forme organizzate di successo in grado di creare, gestire e distribuire la ricchezza prodotta. La storia ci ha sempre consegnato forme di organizzazione e di governance di vario tipo. Esperienze diverse attraverso le quali si delinea la catena di comando e di controllo delle attività umane, in sintesi: repubblica, monarchia e dispotismo.

Partendo dalla teoria della separazione dei poteri, saranno passati in rassegna i caratteri fondanti di una organizzazione aziendale che ogni imprenditore dovrebbe seguire per definire l’assetto organizzativo in modo adeguato alle dimensioni aziendali. Il Codice Civile Italiano, di recente riformato, all’articolo 2086 “Gestione dell’impresa”, stabilisce specifici obblighi in merito alla catena di comando dell’impresa, facendo una precisa distinzione tra l’imprenditore non collettivo ed imprenditore collettivo. In particolare nel caso di imprenditore non collettivo la citata norma al comma 1 recita: “L’imprenditore è il capo dell’impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori”. E’ chiaro quindi che nel caso di impresa non collettiva, la responsabilità della gestione dell’impresa è identificata in prima battuta nel titolare stesso. Certo è, che qualsiasi soggetto che svolge attività di impresa ha la naturale necessità di strutturare una organizzazione, ma sotto il profilo delle responsabilità, l’imprenditore individuale ha meno incombenze di formalizzare la sua organizzazione.

Diverso è invece il caso dell’imprenditore collettivo, infatti la citata norma al comma 2 recita “L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”.

Tradotto, qualsiasi attività di impresa esercitata in modo collettivo richiede una evidenza, aggiungerei documentale, in merito alla istituzione di un “assetto organizzativo, amministrativo e contabile”. Questo assetto deve essere anche in grado di rilevare tempestivamente la crisi di impresa e la perdita di continuità aziendale.

Nelle pagine che seguono saranno trattati gli aspetti caratterizzanti un adeguato assetto organizzativo.

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Adeguati assetti Organizzativi

CERTIFICARE I BILANCI E RIDURRE IL RISCHIO CORRUTIVO NEGLI ENTI PUBBLICI DELLA SANITA’ TRA PROCEDURE E SISTEMI INFORMATICI

Dott. Giorgio Di Benedetto – Associate Link Audit

“I processi di controllo interno e di gestione del rischio corruttivo devono essere progettati ed attuati tenendo presente le loro principali finalità, ossia favorire, attraverso misure organizzative sostenibili, il buon andamento e l’imparzialità delle decisioni e dell’attività amministrativa e prevenire il verificarsi di eventi corruttivi”.

Efficacia ed efficienza nei controlli interni ed esterni presso gli Enti Pubblici in generale e le Aziende del servizio sanitario in particolare, sono sinonimo di corretta applicazione di processi e procedure amministrativo-contabili e gestionali e contestuale ampia implementazione di sistemi informativi informatizzati che accrescano sicurezza, percorribilità, documentazione delle azioni poste in essere e dei controlli svolti, facilitando anche il Revisore Legale nell’emissione del proprio giudizio annuale sui bilanci dell’Ente.

La cultura della legalità in materia di controlli interni e trasparenza di diversi Enti pubblici della sanità ha trovato in questi mesi la propria strada maestra nell’implementazione, accompagnata da esperti di auditing, d’innovativi processi di controllo supportato da efficaci piattaforme informatiche, progettate in modo conforme alle disposizioni normative che lascino poco spazio alla discrezionalità e tendano ad  inibire comportamenti difformi alle azioni previste nelle procedure aziendali in uso, facilitandone l’applicazione, a beneficio sia della Direzione che di tutti gli attori chiave del controllo dell’Ente.

In conclusione, solo quando le attività di controllo interno ed esterno di un Ente Pubblico riescono ad incontrare efficaci ed efficienti sistemi informatici e compravate professionalità di auditing è realmente possibile riprodurre anche nella Pubblica Amministrazione tutte le condizioni ottimali a ridurre i rischi di errore, frode, corruzione e poca trasparenza nei comportamenti e nell’elaborazione dei dati e valori di bilancio.

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CERTIFICARE I BILANCI E RIDURRE IL RISCHIO CORRUTIVO NEGLI ENTI PUBBLICI DELLA SANITA’ TRA PROCEDURE E SISTEMI INFORMATICI

I BENEFICI DEI CONTROLLI ESTERNI IN AZIENDA TRA COLLEGIO E SOCIETÀ DI REVISIONE

Dott.ssa Dorsiana Chiossone – Associate Link Audit

“La funzione economica, sociale e giuridica nella revisione non è quella di garantire l’assoluta ed incondizionata attendibilità del bilancio di esercizio, ma è, piuttosto quella del tenere sufficientemente alto il livello di fiducia che ogni stakeholder può riporre nella credibilità dei valori di bilancio e dell’informativa complementare; livello che si intende garantito dai profili di etica, indipendenza, professionalità, responsabilità domandati alla figura del revisore.” – Prof. Paolo Moretti

Il Paper intende fornire un utile spunto di riflessione agli imprenditori delle piccole e medie imprese per meglio comprendere e valorizzare le peculiarità ed il funzionamento degli organi di controllo esterno a cui, alla luce delle recenti novità normative, si dovrà fare sempre più spesso ricorso in azienda.

Anche dai momenti bui e di crisi d’impresa, un imprenditore accorto e in grado di poter contare su validi e preparati esperti del controllo esterno, potrà uscirne vincitore. Posto che per scongiurare il fallimento delle imprese italiane non ci si può limitare a risolvere alcuni problemi, il legislatore ha deciso di riformare la normativa, prevedendo un maggiore e più tempestivo coinvolgimento sia del Collegio Sindacale che della Società di Revisione. Sono questi gli attori del controllo esterno che avranno l’importante responsabilità di sensibilizzare il Management nell’adozione di tutte le migliori soluzioni possibili: solo se si possiede un modello di controllo interno ed esterno ben costruiti e realmente efficace ed efficiente rispetto alle reali necessità, si potrà essere capaci di prevenire e ove necessari gestire il sopraggiungere dei rischi.

Tale processo di riordino legislativo, ha portato a considerare sotto una nuova luce la materia della crisi d’impresa: non si parla più di fallimento ma di liquidazione giudiziale; per l’imprenditore fallito non si pronuncia più la parola “disonore” ma in determinati casi e al verificarsi di alcune condizioni, si parla di prevenzione e/o nei casi peggiori di riabilitazione per riprendere a fare impresa.

Da qui, l’importanza di dare il giusto valore al ruolo del Revisore Legale che assurge a figura primaria proprio per la sua abilità di intercettare e ben interpretare tutti i segnali di crisi e difficoltà, al fine di consentire all’imprenditore di adottare tempestivamente le azioni correttive più idonee per scongiurare la liquidazione giudiziale e risanare l’Azienda.

Pertanto, volendo andare oltre la visione “stereotipata” di mero e freddo controllore che si è soliti attribuire al Revisore Legale, a queste professionalità il legislatore italiano è tornato ad attribuire quella importante ed insostituibile funzione sociale per le aziende a cui, con senso di responsabilità, etica, indipendenza e scetticismo, è richiesto di affiancare l’impresa per tutelare gli interessi di tutti gli stakeholder.

Al Collegio Sindacale o al Sindaco Unico di una S.r.l. compete il dovere di vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento; mentre all’incaricato della Revisione Legale compete il dovere di esprimere con apposita relazione, un giudizio sul bilancio di esercizio e consolidato ove redatto, e verificare nel corso dell’esercizio la regolare tenuta della contabilità sociale e la corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili.

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I BENEFICI DEI CONTROLLI ESTERNI IN AZIENDA TRA COLLEGIO E SOCIETÀ DI REVISIONE

Riformare la pubblica amministrazione partendo dai controlli interni

“Riformare la Pubblica Amministrazione partendo dai controlli interni”

di Dott.ssa Martina Cantafia – Associate Link Audit

Il Paper affrontato il tema dell’adozione dei sistemi di controllo interno e della funzione di Internal Auditing, focalizzandosi in modo particolare sul settore pubblico. Tale funzione, nello scenario attuale, viene considerata sempre più come un requisito di buon governo delle aziende, con l’obiettivo di perseguire maggiori livelli di efficienza, efficacia, trasparenza e accountability.

Nell’attuale contesto estremamente volatile, incerto, complesso e ambiguo in cui è necessario impiantare un sistema di controllo interno e gestione dei rischi (SCI) che sia efficace e quindi capace di prevenire, identificare e correggere tempestivamente qualsiasi tipo di errore quantitativo o qualitativo, l’internal auditing diventa una funzione prioritaria per le aziende private e per le amministrazioni pubbliche, ricoprendo il ruolo di consulente strategico aziendale al fine di fornire al top management una ragionevole certezza circa il raggiungimento di una accettabile livello di sicurezza garantito dalla efficace funzionamento del sistema di controllo interno con appositi audit interni a certificazione dei processi.

Si ritiene infatti che sistemi di controllo interno maggiormente adeguati ed integrati nello specifico contesto organizzativo possano, anche in ambito pubblico, contribuire positivamente a regolamentare le attività operative e a favorire il buon governo mettendo ordine in un contesto sovraccarico di burocrazia. Un’esigenza fondamentale per il settore pubblico è quella di agire in modo etico, ovvero avendo come riferimento principale l’interesse pubblico generale, prevenendo i fenomeni corruttivi e proteggendo le risorse pubbliche dalla cattiva gestione, dalle frodi e dalle irregolarità.

Il punto chiave è innovare la “cultura dei controlli” portando la pubblica amministrazione a seguire l’approccio e i concetti adottati nel settore privato; un esempio può essere l’elaborazione di un “testo unico del controllo interno e della governance delle amministrazioni pubbliche” per dare stimolo, supporto e significatività ad un atteggiamento finora assunto solo da alcuni dirigenti pubblici che amministrano i loro enti tra vincoli di tipo politico-strategico ed esigenze di tipo gestionale.

La creazione di una piattaforma comune a tutte le amministrazioni pubbliche permetterebbe di uniformare le funzioni di base del controllo interno di primo e secondo livello, lasciando all’ente la possibilità di gestire le complessità specifiche attraverso soluzioni organizzative ad hoc. Questo consentirebbe di minimizzare notevolmente il rischio di non corretta interpretazioni della normativa, evitando ambiguità sui significati e sui reali intenti del Legislatore, mettendo a sistema le esperienze finora realizzate dai vari enti.

Per arrivare a un maggiore coordinamento degli uffici preposti al controllo interno è necessario delimitarne competenze e responsabilità, eliminando le attività ridondanti; è inoltre auspicabile una maggiore condivisione delle informazioni tra gli organi di controllo interno ed esterno all’ente, implementando come già sottolineato più volte i sistemi informatici già esistenti, “obbligando” il personale, preferibilmente qualificato, ad utilizzarli.

Lo scopo è quello di stimolare la crescita della connettività ed una maggiore interazione tra gli enti con l’obiettivo di supportare il processo di crescita culturale del sistema pubblico favorendo lo scambio di informazioni e la condivisione delle problematiche comuni e delle soluzioni individuate, per tale motivo l’ausilio dei sistemi informativi ed informatici riveste un ruolo fondamentale.

È in questo scenario, certamente complesso, che deve originarsi la spinta al cambiamento concreto della gestione dell’ente pubblico.

Ad ogni modo il salto di qualità che oggi le amministrazioni pubbliche sono chiamate a compiere in un’ottica di implementazione del sistema dei controlli è quello di concentrarsi sulla principale risorsa in loro possesso “il fattore umano”, intesa come la principale risorsa capace di operare in un contesto di interazioni significative e molteplici finalizzate alla massimizzazione dei risultati. In tale ottica risulta necessario rivedere in un’ottica critica il ruolo di tutti i settori e comparti di cui l’azienda pubblica si compone e ridefinirne gli assetti in modo da realizzare una intensa e costante interazione con gli organo di controllo ed in particolare con la figurata dell’auditor interno.

Redigere un business plan: la value proposition e il budgeting

Business Plan 2020 Camera dei Talenti

di Dott. Domenico Merlino – Senior Partner Link Audit

Il Business Plan è uno strumento di gestione fondamentale per tutte le imprese e rappresenta un processo gestionale, che si può utilizzare per diverse finalità:

  • Fornire una guida strategica.
  • Valutare i punti di forza e debolezza e quindi individuare le strategie alternative praticabili.
  • Stabilire un benchmark sulla base del quale poter valutare le decisioni ed i risultati aziendali futuri.
  • Fornire le informazioni di base per costruire la struttura finanziaria di operazioni d’acquisizione.
  • Reperire finanziamenti sotto forma di credito o di capitale di rischio (Private Equity, IPO, altri finanziamenti).
  • Promuovere i rapporti con possibili partner in joint venture e con i più importanti clienti, fornitori e distributori.

Esistono diversi obiettivi che possono caratterizzare un Business Plan e innumerevoli circostanze esterne che possono presentarsi, non è quindi possibile proporre un modello standard.

L’azienda nel corso della sua esistenza attraversa normalmente varie fasi (l’avvio, lo sviluppo e la maturità).

Il passaggio ad una nuova fase, insieme ai cambiamenti collegati alle mutevoli condizioni del mercato, alle strategie aziendali in costante evoluzione ed ai risultati finanziari raggiunti, impone la necessità di aggiornare il Business Plan.

 

Dott. Francesco Rizzi – Associate Partner

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